Paure e razionalità dei Gatti

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Paure e razionalità dei Gatti

Chi possiede un gatto, si sarà chiesto sicuramente “di cosa” e “perché” i gatti hanno paura. Per sua natura, c’è da dire che il gatto è un felino, un animale abituato a cacciare e a difendersi per la sua sopravvivenza.
Per questo motivo, come molti sostengono, non si tratta di vera e propria paura, ma di uno stato di allerta, di iper-vigilanza verso i fatti del mondo esterno. Il dato certo è che il gatto ha più timore rispetto ad altri animali, ma non rispetto agli uomini, poiché le sue “paure” sono sempre collegate a pericoli effettivi, reali, mentre noi tendiamo ad avere paura anche di cose non certe, tangibili, come il futuro.
La loro razionalità supera la nostra, in termini di spavento, perciò si può facilmente notare come i gatti riescano a passare da uno stato di super-vigilanza alla calma totale proprio perché, cessato il pericolo, tornano ad occuparsi delle faccende quotidiane.

La cosa che hanno in comune con noi è la paura di ciò che non conoscono e da cui non sanno come difendersi e come agire, fattore che li rende restii ai cambiamenti repentini.

Tutte queste caratteristiche spiegano il motivo del suo vivere spesso da solo e del suo segnare il territorio, accompagnate dai classici comportamenti come:
– orecchie basse
– posizione accucciata
– dorso arcuato
– pupille dilatate
– tremore

Ciò che spaventa un gatto, quindi, può essere un altro animale, gli sconosciuti, alcuni oggetti (come l’aspirapolvere), il veterinario e rumori strani che non riesce a identificare.
In questi casi si nasconde e spesso diventa quasi impossibile trovarlo e stanarlo dal suo luogo sicuro.
In caso di sconosciuti, per risolvere il problema si può provare con il cibo (offerto dal padrone o dall’ospite di casa) e, insieme, posizionare la cuccia accanto all’ingresso in modo che, piano piano, avverta sempre meno il senso di minaccia.
Invece, per quanto riguarda oggetti e rumori fastidiosi si deve cercare di distrarre l’animale con dei giochi o rassicurarlo con delle carezze.
Se ci sono altri animali, fuori o in casa, il gatto deve abituarsi al contatto e alla loro presenza con il tempo, e di conseguenza adeguerà i suoi comportamenti.
Infine c’è il tanto temuto veterinario, che è un po’ come la nostra paura di andare dal dottore. Il gatto sa che quando il padrone prepara il trasportino per un viaggio in macchina (dove lui non ha la solita libertà di movimento), la destinazione più probabile è proprio il veterinario. Per lui non è sempre piacevole questa visita perché la vive quasi con dolore e come un momento di fastidio.

In ogni caso, comunque, non bisogna arrabbiarsi se osserviamo questi comportamenti. Possiamo avvicinarci al nostro gatto, parlare piano, magari dargli qualcosa da mangiare, accarezzarlo oppure aspettare che passi il “momento no”.

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